Valutazione dei rischi di cui agli artt. 28-29 del D.LGS 81/2008 e s.m.i.

Organizzazione e Gestione di Servizi di Medicina ed Igiene del Lavoro
20 ottobre 2015

Valutazione dei rischi di cui agli artt. 28-29 del D.LGS 81/2008 e s.m.i.

Valutazione del Rischio Chimico di cui all’art. 223 del D.Lgs. 81/2008 e s.m.i.

Al fine di determinare l’eventuale presenza di Agenti Chimici pericolosi sul luogo di lavoro si procede con l’analisi delle schede tossicologiche di tutte le sostanze e preparati chimici utilizzati durante l’attività lavorativa a cui segue la stesura del Documento di Valutazione del Rischio derivante dall’Esposizione ad Agenti Chimici ai sensi dell’art. 223 del D.Lgs. 81/2008 s.m.i.

Vengono elaborati i mansionari per rilevare gli effettivi tempi di utilizzo di ciascuna sostanza, i quantitativi utilizzati durante le ore lavorative, le procedure e le prassi di pulizia.

Alla luce di quanto in precedenza riportato vengono inoltre fornite indicazioni in merito al corretto utilizzo dei DPI (Dispositivi di Protezione Individuali) ed indicazioni sul corretto impiego, acquisto, dei prodotti stessi.

  • Campionamenti ambientali
    La società si occupa inoltre dell’organizzazione, del coordinamento e della collaborazione con tecnici esterni specializzati (igienisti industriali) nell’effettuazione di campionamenti ambientali ed analisi chimico-fisiche atte a verificare la presenza ed il relativo quantitativo di eventuali sostanze organiche inquinanti disperse presso i reparti di produzione ai sensi del D.Lgs. 81/2008 s.m.i. Titolo IX “Sostanze pericolose”

Valutazione del Rischio vibrazioni di cui all’art. 202 D.Lgs. 81/2008 e s.m.i.

La procedura operativa atta alla redazione di un “Documento di Valutazione Esposizione a Vibrazioni”, in linea con il dettato legislativo, è così articolata:

  1. Sopralluogo in azienda per verificare postazioni di lavoro, prassi e metodi di esecuzione delle mansioni;
  2. Verifica delle mansioni e delle lavorazioni a cui è demandato il personale;
  3. Verifica delle attrezzature e/o macchine o mezzi utilizzati per lo svolgimento delle mansioni e relativi tempi di utilizzo delle stesse;
  4. Analisi dei manuali di uso e manutenzione delle attrezzature e/o macchine o mezzi utilizzati per ricavarne, se presenti, informazioni utili alla redazione del Documento di Valutazione;
  5. Analisi delle banche dati relative ai livelli di vibrazioni ISPESL, regioni, CSR o direttamente presso i produttori oppure collaborazione con tecnici abilitati per l’effettuazione in sede delle misurazioni mediante l’utilizzo di apposita strumentazione;
  6. Calcolo dei livelli di esposizione e valori di azioni per le vibrazioni trasmesse al sistema mano-braccio e/o al corpo intero alla luce dei parametri di legge in materia e dei valori limite di riferimento;
  7. Conclusioni e commento ai valori riscontrati ed annesse azioni correttive da mettere in atto;
  8. Informazione al personale con illustrazione di scheda informativa

Valutazione del Rischio Rumore di cui all’art. 190 D.Lgs. 81/2008 e s.m.i.

La redazione della Valutazione di cui sopra si basa sulla verifica dei seguenti punti:

  1. Documentazione presente in azienda: mansionari, tipologia di attività svolta, lay out della ditta, attrezzature utilizzate
  2. Livello, tipo e durata dell’esposizione, ivi compresa l’eventuale esposizione a rumore impulsivo;
  3. Valori limite di esposizione e valori, superiori ed inferiori, di azione. Le misurazioni vengono effettuate con la collaborazione di tecnici abilitati..
  4. Effetti sulla salute e sulla sicurezza dei lavoratori particolarmente sensibili al rumore e quelli derivanti da eventuali interazioni tra rumore e sostanze ototossiche connesse con l’attività svolta e tra rumore e vibrazioni;
  5. Effetti indiretti sulla salute e sulla sicurezza dei lavoratori risultanti da interazioni fra rumore e segnali di avvertimento o altri suoni che vanno osservati al fine di ridurre il rischio di infortuni;
  6. Informazioni sull’emissione di rumore fornite dai costruttori di attrezzature e macchinari in conformità alle vigenti disposizioni in materia e l’eventuale esistenza di attrezzature di lavoro alternative progettate per ridurre l’emissione di rumore;
  7. Eventuale prolungamento del periodo di esposizione al rumore oltre all’orario di lavoro normale;
  8. Informazioni raccolte dalla sorveglianza sanitaria e dalla letteratura scientifica disponibile;
  9. Disponibilità dei DPI con adeguate caratteristiche di attenuazione.

Valutazione dei Rischi per la Salute e Sicurezza delle Lavoratrici ai sensi del D.Lgs. 151/2001

In linea con il dettato legislativo in materia, vengono valutati tutti i rischi che l’attività lavorativa comporta per le donne in stato di gravidanza, puerperio ed allattamento e, conseguentemente, vengono previste e stilate le misure di protezione e prevenzione, ivi comprese eventuali modifiche di orario e condizioni di lavoro.

La redazione di tale Valutazione consiste in:

  1. Analisi dell’attività lavorativa, del luogo di lavoro e del ciclo di lavorazione aziendale
  2. Verifica e analisi delle mansioni e delle lavorazioni a cui vengono demandate le lavoratrici
  3. Analisi dei rischi che l’attività lavorativa comporta per eventuali stati di gravidanza e allattamento
  4. Redazione di un programma di prevenzione e protezione ed eventuale assegnazione di mansione non a rischio

Valutazione dei Rischi per la Salute e Sicurezza dei Lavoratori Minorenni ai sensi della Legge 977/1967 art. 7, come modificato dall’art. 8 D.Lgs. 45/1999 e D.Lgs. 262/2000

In adempimento al dettato legislativo di cui sopra, che interdisce di adibire i lavoratori minorenni allo svolgimento di determinate mansioni e di esporli a rischi particolari, viene stilata una specifica valutazione sulla base dei seguenti punti:

  1. Analisi dell’attività lavorativa, del luogo di lavoro e del ciclo di lavorazione aziendale
  2. Verifica e analisi dell’orario di lavoro, delle mansioni e delle lavorazioni a cui vengono demandati i lavoratori minorenni
  3. Analisi dei rischi che le mansioni svolte comportano, con riferimento alle limitazioni previste inerenti i rischi specifici dettati dalla normativa vigente in materia (esposizione ad agenti chimici, biologici e fisici, rumore, movimentazione manuale dei carichi, attrezzature)
  4. Redazione di un programma di prevenzione e protezione e designazione di Tutor in grado di sorvegliare l’attività svolta dal minorenne e sopperire alla mancanza di esperienza e poca consapevolezza nei riguardi dei rischi lavorativi connaturati all’attività svolta
  5. Informazione dei lavoratori

Valutazione del Rischio Stress-Lavoro Correlato di cui all’art. 28 D.Lgs. 81/2008 e s.m.i. e art. 8 comma 1) bis D.Lgs. 106/2009

La procedura operativa atta alla redazione del “Documento di Valutazione dello Stress Lavoro-correlato” comporta in fase preliminare un primo screening di analisi per macro-aree.

Sulla base delle risultanze si procede eventualmente ad un secondo screening per l’individuazione degli specifici settori che presentano l’esposizione al rischio specifico in esame.

Individuati i settori esposti, viene effettuata l’analisi delle mansioni e, sulla base delle stesse, vengono determinate le motivazioni ed i fattori che aggravano il rischio stress.

Si procede infine alla definizione delle misure di prevenzione atte a prevenire, eliminare o ridurre i problemi collegati al rischio stress lavoro correlato.

Il processo operativo atto alla redazione della documentazione di cui sopra è così congegnato:

  • Fase 1: Valutazione indicatori oggettivi stress lavoro-correlato
    1. Area indicatori aziendali
    2. Area contesto di lavoro
    3. Contenuto del lavoro
  • FASE 2: Identificazione della condizione di rischio
  • FASE 3: In caso di rischio alto il Datore di Lavoro deciderà in ordine alla valutazione della percezione dello stress dei lavoratori

Valutazione del Rischio Legionella di cui al D.Lgs. 81/2008 e s.m.i.

La redazione del Documento della Valutazione di cui sopra, in ottemperanza alle Linee Guida emesse dalla Regione Piemonte con determinazione n. 109 del 04/03/2008, potrebbe inizialmente richiedere la necessità di incontro con la ditta manutentrice dell’impianto idrico aziendale, al fine dell’acquisizione di tutto il materiale documentale e l’analisi degli elementi relativi al sistema idrico: reti di distribuzione dell’acqua fredda e dell’acqua calda sanitaria, serbatoi di raccolta, torri di raffreddamento, scambiatori di calore, etc…..

Una volta localizzati i punti a rischio all’interno dell’impianto di distribuzione acqua si procede alla redazione della Valutazione di cui sopra, così strutturata:

  • Riferimenti normativi
  • Analisi
  • La sorveglianza ambientale della legionella
  • Il campionamento (la ricerca di Legionella Pneumophila in umidificatori viene effettuata con la collaborazione di tecnici abilitati)
    Punti di prelievo
    Frequenza del campionamento
    Modalità operative
  • Strategie razionali e mirate
  • Misure di controllo programmate
    Valutazione del rischio legionella
    Manutenzione degli impianti idrici
  • Interventi programmati
  • Autocertificazione formale e responsabilizzata delle azioni intraprese

Valutazione del Rischio di Incendio in base al D.M. 10/03/98 e D.Lgs. 81/2008 s.m.i. stesura di Piani di Evacuazione e di Gestione dell’emergenza.

In ottemperanza a tutti gli adempimenti derivanti dal D.M. 10 MARZO 1998 in materia di prevenzione incendi collegato all’art. 46 comma 4 D. Lgs. 81/2008 s.m.i., redazione del Documento di Valutazione del Rischio Incendio per la gestione dell’emergenza nei luoghi di lavoro e redazione del Piano d’Emergenza ed evacuazione ai sensi del D.M. 10/03/1998 viene attuata una particolare procedura avente come punto d’inizio l’analisi dei luoghi di lavoro e la conseguente valutazione e determinazione dei fattori di pericolo d’incendio ivi presenti.

Vengono identificate le persone esposte al rischio d’incendio, tenendo conto dell’affollamento massimo prevedibile, delle condizioni psicofisiche dei presenti e valutata la possibilità del verificarsi di particolari tipi di situazioni all’interno delle aree di lavoro: presenza di pubblico occasionale, presenza di persone con mobilità limitata, presenza di persone che non possiedono familiarità con tali luoghi di lavoro, presenza di posti di lavoro ubicati in locali o aree isolate, ecc.

Gli elementi sopra analizzati consentono la successiva classificazione del livello del rischio di incendio di

un determinato luogo di lavoro (ovvero parte di esso), che può risultare basso, medio oppure elevato in considerazione della valutazione dei rischi precedentemente effettuata.

Vengono infine individuate le misure di prevenzione e protezione in funzione dei rischi già accertati ed elaborato il programma delle misure antincendio necessarie per l’eliminazione, ovvero la riduzione dei rischi, con i relativi tempi di attuazione, al fine di ottenere nel tempo il miglioramento del livello di sicurezza antincendio nei luoghi di lavoro.

La pratica di cui sopra comprende la redazione del pianto di emergenza ed evacuazione e la tavola planimetrica esplicativa ad esso collegata.

Gestione delle pratiche tutte atte all’ottenimento del Certificato di Prevenzione Incendi (C.P.I.) da parte del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco per le attività di cui all’allegato 1 del D.P.R. 151 del 01/08/2011

In adempimento alla normativa vigente in materia, gli enti ed i privati responsabili delle attività di cui all’Allegato 1, categorie B e C, sono tenuti a richiedere con apposita istanza al Comando l’esame dei progetti di nuovi impianti o costruzioni nonché dei progetti di modifiche da apportare a quelli già esistenti, che comportino un aggravio delle preesistenti condizioni di sicurezza antincendio.

Si procede alla redazione di tutta la documentazione prevista dal D.Lgs. di cui al comma 7 dell’Art. 2 ed alla presentazione del progetto in essere al relativo organo di competenza.

Viene svolta attività di assistenza per l’espletamento delle pratiche di cui sopra e per la presentazione, qualora risultasse necessario, di eventuale documentazione integrativa.

Le pratiche di cui sopra vengono redatte con la collaborazione di tecnici esperti abilitati.